Licia Granello

DANì MAISON

Facile scrivere bene di un due stelle Michelin, anticamera dell’Olimpo della ristorazione. A quei livelli, dove cadi, cadi bene.
Sì e no. Perché le stelle certificano uno standard di livello – che contempla il valore del menu, l’equilibrio nei piatti, la qualità del servizio – ma non il dato emotivo. In realtà, l’esperienza in un ristorante d’autore ha molto a che vedere con le emozioni. E qui ne troverete da farne una scorpacciata.

Non è un uomo facile, Nino Di Costanzo, chef patron del ristorante. Assomiglia un po’ a Nando Cozzolino de La Fenice (vedi scheda). Stessa serietà, stesso approccio maniacale al lavoro. Non è un caso che i due siano amici, oltre a essere uno fornitore dell’altro. Addirittura, Di Costanzo ha celebrato con una preparazione raffinata e golosa, Bufalo&Bufala – diventato rapidamente uno dei suoi piatti iconici – la carne e i latticini made by La Fenice.

L’altro produttore a cui ha dedicato un piatto che è l’essenza stessa della sua cucina si chiamava Giovanni Assante, fratello di vita e storico proprietario del pastificio Gerardo Di Nola. La “Pasta e patate – omaggio a Giovanni Assante” ideata da Nino ha fatto il giro del mondo, tra buongustai entusiasti dei ventitrè formati di pasta appositamente calibrati (abbinati in modo magistrale con pois multicolori di patate), ed esperti di design rapiti da tanta geometrica bellezza.

Ci sono i piatti, magnifici, un servizio professionale e lieve, una cantina da urlo (ma da urlo davvero), e perfino una dispensa ricca di ognibendidio, dove gli equipaggi delle superbarche di passaggio a Ischia fanno cambusa. Il tutto, affondato in un paradiso mediterraneo-zen. Mangiare qui è farsi un regalo. Di quelli che non dimentichi più.

DANì MAISON
Via Montetignuso 4
Ischia
T. 081 993190

Il monaco della cucina ischitana

GLI ORTI DI CASA FERRARA

Dalla Lucania con amore. Per la vita, per il futuro, per tutti i sogni che un ragazzino di sedici anni può aver infilato nello zaino un attimo prima di partire. Destinazione Bologna, dove giàsi era trasferito un cugino, perché in due la vita da emigranti riesce meno dura. Quando meno di un anno più tardi Saverio è morto, Mario Ferrara si è ritrovato solo. Da lì è cominciata la sfida alla città dei tortellinila. Temperamento e passione, le ricette delle donne di famiglia e una nuova tradizione culinaria tutta da scoprire, l’amore mai dismesso per la terra e il piacere dell’ospitalità.
L’apertura dello Scacco Matto a metà degli anni ’80 – insieme al fratello Enzo, che l’aveva raggiunto nel frattempo – ha dato il “la” a un progetto di lavoro e di vita che ai bolognesi è piaciuto un sacco.
Nel giro di pochi anni, la trattoria poco più che casalinga è diventata il ritrovo di attori e musicisti.
Locale piccolo, tavoli ravvicinati, ma un bellissimo clima complice e sereno e una cucina in crescita costante, tenendo fissi i paletti della materia prima e il debole dichiarato per le verdure (poco presenti nella cucina emiliana).Ma piccolo è bello fino a quando non vuoi respirare più a fondo.Una manciata di anni fa è arrivata l’occasione di uscire dal localedi Broccaindosso per un temporary restaurant estivo. Mario ha trasformato il giardino di un ex Pio Istituto per orfane nel più fascinoso ristorante di Bologna. Anni di traslochi stagionali fino al 2023: dopo lavori che sembravano infiniti, a fine luglio la sede estiva è diventata fissa. Oggi il magnifico orto nel cuore delcentro storico ospita una delle cucine più interessanti e piacevolidella città. Bisogna arrivarci all’ora dell’aperitivo per godersi il
tramonto, e poi, di volta in volta, i reading, i piccoli concerti, gli incontri con scrittori e musicisti. Chiedete a Simone, figlio di Mario e ottimo padrone di casa, di prepararvi uno dei suoi fantasmagorici gin tonic. That’s life!

SCACCO MATTO AGLI ORTI
Via della Braina 7
T. 333 4678086